Attraverso il mondo di Second Life percorro la mia vita di Real Life le sue forme e le sue curve. In Real Life adoro il sesso e percorrerne tutte le vie. Questi sono i racconti dei miei incontri reali.

venerdì 20 luglio 2012

In Villa








E così ieri sera sono tornata in villa.
Ricordate la casa di scambio e di orge dove le uniche parole consentite sono quelle legate a porcate mostruose sessuali. Questa volta ho scelto io l’abbigliamento e la figa è già bagnata quando a casa Andrea mi vede vestirmi. Sandalo rosso lacca tacco 15 con zeppa, collare nero borchiato con anello, costume a cinghie nero che partendo dal collare mi gira intorno al seno scende fino all’ombelico, mentre sulla schiena una unica cinghia parte dal collare e arriva fio all’inizio del culo per ricollegarsi al pezzo davanti passando dai fianchi. Poi una cinghia parte da lì per attraversarmi le natiche, penetrarmi nella figa dividendo le grandi labbra, per ricongiungersi alla cinghia poco sotto all’ombelico. Già lì Andrea mi cinge per i fianchi e mi regala una sveltina penetrandomi in figa da dietro. Sento il cazzo caldo duro entrarmi dentro risucchiare i miei umori e riempirmi dei suoi. Ancora mi cola lo sperma dalla figa quando chiudo l’ultimo pezzo di cinghia del costume. Quando mi scoperanno, una fibbia consentirà di staccare la cinghia che mi passa dentro al culo. Per uscire indosso sopra una camicia bianca di Andrea che mi arriva poco sotto ai glutei. Arriviamo in villa. Scendo, mi tolgo la camicia e rimango con il costume di cinghie. Andrea mi mette la catena al collo e al chiarore delle lanterne mi avvio lungo il viale facendo scricchiolare la ghiaia sotto i sandali. I miei piercing riluccicano al chiarore delle fiamme. Quando entrimo gli occhi di tutti si poggiano su di me. Amo questi momenti, sentire il desiderio, la bramosia che cresce dentro al cervello degli uomini che bramano scoparmi. Non si usano mascherine qui dentro, per cui riconosci i volti, gli sguardi e ricordi i cazzi o le fighe che vi sono congiunti. Un cameriere in perizoma e muscoli ci serve un bicchiere di spumante, mentre sento una prima mano che mi accarezza il sedere. Andrea tende la catena e mi avvicina al cameriere che nel frattempo aveva cominciato ad ecciatarsi. Il perizoma infatti non conteneva più la sua erezione e si vedeva la cappella uscire dall’alto del pezzo di stoffa. Vado oltre facendo finta di niente ma questo ha prorio un gran bel pezzo di carne. Gl altri uomini sono ancora tutti vestiti e si guardano in giro un pochino persi. Mi giro, mi piego in avanti sul cazzo del cameriere e glielo prendo in bocca. Sentole prime mani che provano a infilarsi dentro alla cinghia che mi attraversa le natiche. Non riescono ad aprire la fibia…….. poveri, finalmente qualcuno ci riesce e sento la cappella sprofondarmi in figa come se si liberasse da un peso. Intanto il cameriere si rilassa con la cappella dentro alla mia bocca. Con la coda dell’occhio vedo il panzone di quello che mi sta stantuffando. Si è calato le braghe e ci dà come un ragazzino e infatti mi gode dentro fino all’ultima goccia di sperma. Il mio cameriere sta cominciando a sudare qando un secondo cazzo si infila dentro di me. Sento le mani sudate intorno ai fianchi mentre ingoio il cazzo del cameriere fino in gola. Lo schizzo di sperma è violento lo sento caldo in gola ma non sborra più di tanto come se avesse già dato. Sto per rialzarmi ma ricordo il cazzo che mi sta scopando in figa. Già non era ninete di speciale e fortunatamente mi sborra sulla schiena in quattro e quattrotto. Andrea mi tira per la catena verso una stanza dove stanno confluendo gli uomini. Al centro della stanza una pedana circolare con al centro uno sgabello tipo qualli da pianoforte ma un pochino più alto. Intorno disposte in senso circolare rispetto alla pedana, varie poltroncine dalle quali ammirare lo spettacolo.Andrea mi accompagna sulla pedana e mi fa stendere sullo sgabello a pancia in giù e lo scopro sorprendentemente comodo. Mi sostiene il busto ma mi lascia libera di muovere il capo e le braccia e, come scoprirò presto di essere scopata alla pecorina in tutti i buchi che uno volesse desiderare. Andrea mi toglie la catena, scende dalla pedana e si siede. La pedana comincia a girare lentamente in  maniera quasi impercettibile. Nel buio della sala sono la sola cosa illuminata da sopra e da sotto la pedana che ha un pavimento in vetro. Entrano nel fascio luminoso 3 ragazzi, erano i camerieri fra cui quello a cui avevo fatto il pompino. Ad eccezione di quello gli altri sono normali un po’ troppo pelosi per i miei gusti e dai cazzi senza infamia. Quello che avevo spompinato mi prende in figa, gli altri de si sistemano davanti a me e cominciano a masturbarsi e a farselo prendere in bocca. Non ci provo molto gusto ma a loro probabilmente piace così per cui in un adecina di minuti mi sborrano sul volto. Si allontanano e il loro posto viene preso da un signore dalla muscolatura flaccida ma il cui cazzo è dritto e duo come un fuso. Mi prende la testa fra le mani e lentamente me lo infila fino in gola. E ripete questo movimento ancora per poche volte e ne sento lo schizzo di sperma sulla guancia. Il cazzo in figa intanto mi sta sbattendo per bene con bei colpi assestati e forti e quando lo sento mugolare dopo poco ne sento la sborra colare lungo le coscie. Non vedo Andrea e intorno ho solo il buio, ma so che è lì. Probabilmente questa sera non c’è salciccia molto fresca. Il posto di questi due viene preso da altri 4 signori in carne e dai cazzi rammolliti. …. E ancora non ho goduto……. Dietro mi stanno trafficando ancora con la figa e probabilmente mi stanno scopando a turno perché sento la differenza di cazzo e di prresa sui fianchi. Mentre davanti mi do da fare con questi due cazzini tenuti insieme probabilmente da qualche pastiglia di  viagra. Bocca, mano, bocca, mano, sborra. Uno mi riempie la bocca. Ha sborrato talmente tanto che non riesco ad inghiottire tutto e una parte mi cola copiosa dalla bocca. Salivo anche un po’ e la faccio colare lungo le labbra per il gusto dei presenti. L’altro si masturba e poggiandomi il cazzo sulla guancia mi sborra due gocce sopra. Mi fanno leccare le ultime gocce di sborra sulla punta dei loro cazzi e si dileguano nel buoi della sala dalla quale finalmente vedo sul bordo della pedana uno tosto, grosso di muscoli. Carne giovane e cazzo da goleador. Me lo butta in bocca come se dovesse pescare una trota e mi trovo a soffocare dalle generose dimensioni. Quelli dietro a vedermi così ingrifata finalmente si tolgono dalle palle dopo qualche goccia di sborra che mi fanno sulla schiena. Ecco Andrea. Non ho visto il volto ma lo riconosco per il tatoo sul fianco destro e per il cazzo con un neo sulla verga e dal fatto che è leggermente svirgolato a destra. Con una mano raccoglie lo sperma che ho sulla schiene me lo passa sul buco del culo e ci infila dentro il suo cazzone. Cazzo in culo, cazzo in gola, godo. Finalmente godo come una vacca sul girarrosto. Mi Girano sulla schiena. Andrea mi piega le gambe verso il volto per sfondarmi il sedere. Mentre ho la testa reclinata fuori dal bordo dello sgabello e quest’energumeno mi violenta la bocca infilandomi il cazzo da dietro. Adoro questo. Intanto che mi scopano così, altri due ragazzi sono saliti sulla pedana e si masturbano sulle mie tette. Mi sborrano addosso e lasciano il posto ad altri due completamente sudatie conil fiatone. Mi godon sopra ancora mentre il cazzone che ho in bocca mi soffoca riempendomi di sborra la gola. Andrea mi dà gli ultimi colpi prima di innondarmi il buco del culo di sperma. A questo punto, mi rimette la catena al collare, mi aiuta ad alzarmi e baciandomi davanti a tutti mi accompagna fuori dalla stanza. Sculetto come una puttana sull’adriatica. 

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